Addis Ababa
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Descrizione

Siamo andati ad Arbamich, nei villaggi del Gamo Gofa e abbiamo scelto di intervenire lì, proprio dove tutto ha inizio. Con il progetto PROTECT vogliamo proteggere i bambini come Woyage dai trafficanti e dallo sfruttamento. Vogliamo partire proprio dalla scuola perché l’educazione è una via d’uscita: rafforza l’autostima, la consapevolezza dei propri diritti, offre speranze e opportunità. La forza di scegliere una direzione diversa da quella a cui erano destinati.

Cosa facciamo per proteggere i bambini?

Rafforziamo il sistema educativo perché l’istruzione è uno degli strumenti più potenti per prevenire il fenomeno, con miglioramento delle infrastrutture scolastiche, distribuzione di materiale, creazione dei club scolastici, formazione per dirigenti, insegnanti.

Sensibilizziamo e formiamo i genitori e la comunità, bambini inclusi, circa i rischi del viaggio ed i pericoli legati al traffico e allo sfruttamento attraverso la realizzazione di incontri di sensibilizzazione comunitari.

Consolidiamo il sistema di protezione attraverso la formazione delle forze di polizia e delle autorità  che devono contrastare  il fenomeno e proteggere i bambini e rendendo nuovamente operativo un centro di accoglienza temporaneo che accoglie i bambini trafficati che sono in attesa di essere ricongiunti con le famiglie.

Aiutaci anche tu a fermare lo sfruttamento dei minori in Etiopia!
  • 50 euro  acquistiamo un banco e una sedia per le scuole nei villaggi;
  • 80 euro realizziamo un incontro di sensibilizzazione  per i genitori contro i rischi del traffico;
  • 200 euro  paghiamo lo stipendio di un operatore per il monitoraggio della frequenza scolastica dei bambini


Informazioni aggiuntive

percentuale raggiunta

25

Etiopia – Protect

A partire da:10,00€

Proteggiamo i bambini a rischio di sfruttamento

Siamo a Addis Abeba nel quartiere Shiromeda, quando cala la sera per strada appaiono moltissimi bambini che sembrano spuntare dal nulla. C’è Wogaye, una bimbetta che potrebbe avere poco più di 6 anni; è qui da sola. Mamma, papà e fratellini sono lontani quasi 1000 km, sono rimasti nel sud dell’Etiopia, in Gamo Gofa, zona di montagna dove vivere è difficile: non ci sono scuole, centri di salute o ambulatori per curarsi.
E sono tanti i bambini come lei che vengono dalla stessa zona. Fuggono verso la capitale alla ricerca di una vita migliore. Spesso sono i genitori stessi a spingerli a partire o ad affidarli a presunti “amici” che promettono: “Affidami tuo figlio, lo porterò nella capitale e là potrà studiare, avrà cibo ogni giorno e vestiti nuovi”. I bambini invece finiscono a lavorare nelle filande  o nelle piantagioni per 12 ore al giorno come piccoli schiavi.
Questo è quello che è successo a Wogaye e a tanti altri bambini come lei. Non lasciamoli soli.